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![]() | Lo scandalo del telerilevamento incendi Dal 1985 la regione Sardegna ha investito decine di miliardi di vecchie lire per realizzare una evoluta rete di rilevamento automatico di incendi boschivi. Questa rete, da oltre dieci anni, è stata abbandonata a sè stessa ed ora decine di postazioni di rilevamento, costate miliardi, installate nelle montagne sarde sono alla mercè di vandali e destinate a diventare in brevissimo tempo dei rottami. I sistemi di rilevamento automatico sono realizzati con l'impiego di raffinate tecnologie di origine militare che sono riconosciute, a livello internazionale, affidabili e sicure. Infatti esistono, presso l'Assessorato Ambiente della Regione Sardegna, pagine e pagine di documentazione sviluppata durante le operazioni di collaudo nella quale sono stati verbalizzati, perlomeno per i sistemi prodotti in Sardegna dalla Teletron e che sono oltre il 50% di quelli installati, sempre risultati positivi dalle commissioni via via succedutesi. Mi risulta che siano state installate postazioni di rilevamento nella maggior parte delle zone che sono state interessate da incendi in Sardegna anche durante questa stagione 2007 ma non mi risulta che siano attualmente in funzione. A partire dal 1999 i sistemi di telerilevamento sono stati assegnati in gestione al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale (CFVA) della RAS che ha però ritenuto opportuno non utilizzarli privilegiando la risorsa umana (le vedette) alla risorsa tecnologica (i sistemi di telerilevamento). Oltre ai danni all'ambiente dovuti alla nota intempestività ed inefficacia della segnalazione di allarme incendio attuata mediante le vedette dotate di binocoli ed apparati radio, le quali prestano la loro opera con grandi rischi e sacrificio "appollaiate" sui tralicci di avvistamento in condizioni quantomeno discutibili dal punto di vista della sicurezza sul lavoro e da quello igienico, l'amministrazione regionale ha speso inutilmente svariati milioni di EURO in canoni di concessione per le telecomunicazioni. I mezzi aerei, i mezzi a terra e le squadre attrezzate che sono il vanto dell'amministrazione regionale si rivelano infatti inefficaci se non vengono adeguatamente coordinati ed impiegati per controllare gli incendi fin dal loro primo sviluppo. I sistemi di rilevamento automatico di incendi boschivi, in particolare quelli realizzati in Sardegna dal raggruppamento Temporaneo di Imprese Alenia-Progensar-Teletron, anche se non utilizzati dal CFVA, sono stati presentati dall'amministrazione regionale come un gioiello di tecnologia ed un ottimo investimento al punto tale da richiederne il cofinanziamento all'Unione Europea ottenendo fondi per svariati milioni di Euro. Tali fondi, resi disponibili ma destinati dalla Comunità Europea esclusivamente ed obbligatoriamente per queste tecnologie, non sono mai stati utilizzati per questo progetto. Sarebbe interessante approfondire tutta la vicenda per capire quali interessi reali gravitano attorno al business dello spegnimento incendi (Ore di volo di mezzi privati? Appalti per la fornitura di attrezzature speciali? Contratti a termine e compensi agli stagionali "elettori"?) e quale sia stata l'effettiva destinazione delle ingenti somme erogate dalla Comunità Europea per la realizzazione della rete di rilevamento automatico degli incendi boschivi. La Protezione Civile sà ma non può farci nulla. La magistratura non interviene (chissà come mai in Sardegna tangentopoli non ha fatto alcuna vittima?). Intanto la Sardegna brucia e le solite lobbie ingrassano.... |